mercoledì 1 maggio 2013

Primo Maggio...


Quando mare e cielo sono una cosa sola

Livorno - 1 Maggio 2013
my shot

martedì 30 aprile 2013

Book Art


How many books would flee from the houses of those who didn't read holding them as hostage?

Quanti libri fuggirebbero dalle case di chi non legge tenendoli ostaggio?

Installazione di Alicia Martin, Madrid - Spagna
Per altre info visitate il sito

Istruzione...


If you think education is expensive try ignorance.

Se pensi che l'istruzione sia costosa prova l'ignoranza.
Derek Bok

Le ali del destino


Le ali del destino

Né onda né risacca cederanno
spazio dove posare membra e ali...
salmastro sparso, polveri d'acqua
e navi e vele e genti da lontano.

Eppure, testardo contro la pioggia
ed il buonsenso,
anche oggi mi appoggerò al cielo,
controvento,
e lascerò che il mio movimento contrario
vi paia ottusa fissità,
come di quadro.

E quando nottetempo
il mondo sarà spento
io gorgoglierò da un tetto la tua notte
fin quando il sole stanco risalendo,
non riaprirà il teatro
e le sue danze.

Velocity kill the Cat


... o Il ponte sul fiume QWERTY

Parole random, foto figuriamocis.

martedì 12 marzo 2013


Da una piccola goccia

Ho guardato una volta un fiume
si specchiava in me non meno di quello che io facevo in lui
e sbagliavo a sentirlo uno
perché un fiume, nella sua portanza
è un insieme di gocce.

Una goccia da sola cade e si spande,
bagna il terreno
lo disseta e in quel gesto muore.

Una goccia da sola cade,
non è una stella che illumina il cammino,
ma un mezzo per trovarne di nuovi... ma... sola?

In quel fiume io vidi tante
                                   tantissime gocce.

Ed eravamo finalmente noi, in cerca di una via.
Noi, cadute insieme, ad inumidir la terra
che si è da parte e ci ha lasciato il passo.

Tante gocce, che da sole cercavano nuove vie...
ma che insieme hanno finalmente raggiunto il mare.


Quando

Non vedo gli spazi di dominio
non le scuri, le scie di fuoco, le attese
neppure odo il suono delle macchine
le grida di paura, il sordo esplodere di un ordigno.

Neanche vedo prati verdi, cieli intonsi
non gli animali liberi, il muoversi del vento
neppure un suono di stormi in volo o di ruscelli
o un ciclico risuonare di risacca, o tintinnio di vele.

Vedo una città che mi avvolge e tiene
vedo i figli crescere nel cemento
amoreggiare con panchine in marmo e targhe
scandire i loro tempi seguendo il ritmo dei semafori.

Vedo una generazione che non guarda il cielo
che trova il mondo in un pezzo di silicio
odo suoni di terre lontane, passare dai fori di una cuffia
e immagini di mondi a portata di mano, filmati dal passato.

Mi chiedo quindi,
quando
saremo mai più vivi i nostri figli e noi
se a inchinarsi al nostro passaggio
non saranno carestie o paradisiache gioie
ma solo un branco selvaggio di lampioni.